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sabato 20 dicembre 2008

Pesticidi nei succhi di frutta: non ci sono regole!!

Carbendazim, tiabendazolo, imazalil e malatione sono solo alcuni antiparassitari trovati nei succhi di frutta: in quantita' in media 300 volte superiore al livello di residuo massimo fissato dall'Ue per l'acqua potabile. Uno studio dell'Universita' di Jae'n, Spagna, e' il primo a riportare dati sulla concentrazione di pesticidi in bevande analcoliche a base di frutta. I ricercatori hanno analizzato oltre cento campioni di marchi a distribuzione mondiale di quindici diversi Paesi. L'Unione europea ha stabilito limiti molto severi per la concentrazione di pesticidi nell'acqua e nei prodotti freschi, ma non per le bevande imbottigliate a base di ortaggi. I peggiori sono risultati i succhi di frutta inglesi, i piu' ricchi di pesticidi, seguiti da quelli spagnoli. In Italia i succhi sono migliori di quelli francesi, svizzeri e tedeschi, ma peggiori di quelli statunitensi e russi. Lo studio e' pubblicato su Journal of Analytical Chemistry. Secondo i ricercatori, tecniche piu' adeguate nella lavorazione industriale basterebbero a ridurre i rischi di tossicita' delle bevande. (Agr) (fonte: Corriere della Sera)

lunedì 15 dicembre 2008

I rifiuti organici

Entro il 2010 dovrà entrare in vigore una nuova normativa comunitaria per la gestione dei rifiuti organici biodegradabili. Attualmente i rifiuti organici rappresentano un terzo di tutti i rifiuti urbani. Una volta smaltiti in discarica emettono metano, che è un gas serra 23 volte più potente dell'anidride carbonica. Stiamo parlando di rifiuti organici biodegradabili cioè rifiuti di cucina, resti alimentari, rifiuti dei giardini. Nell'UE si stima che ogni anno vengono prodotti tra 75 e 100 milioni di tonnellate di rifiuti di alimenti e di giardini.
L'energia recuperata dai rifiuti organici sotto forma di biogas o di energia termica contribuirà alla lotta contro i cambiamenti climatici, mentre il compost di qualità potrebbe dare un notevole apporto alla biodiversità e alla difesa del suolo.
I rifiuti organici biodegradabili possono essere gestiti con programmi di raccolta differenziata seguita dal compostaggio o dalla digestione anaerobica, con il trattamento biologico e l'incenerimento con recupero energetico ridotto o elevato. I benefici ambientali ed economici dei differenti metodi di trattamento dipendono dalle condizioni locali, quali la densità di popolazione, il clima e le infrastrutture. (fonte: Edilone.it)